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Project Ara: ecco un riassunto di ciò che conosciamo

 

L’anno scorso Google attraverso la sua controllata Motorola ha annunciato Project Ara, ovvero smartphone modulari e in questi giorni ha fatto trapelare diverse informazioni per velocizzare lo sviluppo.

Project Ara

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In questi giorni in negli USA dovrebbe tenersi la conferenza dedicata esclusivamente agli sviluppatori dedicata a Project Ara, che per chi non ne sia ancora a conoscenza è un idea innovativa partorita in motorola e cresciuta in Google per creare uno smartphone modulare. Le nuove notizie giungono in Italia grazie al giornale online The Verge, che grazie alle loro conoscenze sono riusciti a mettere mano ad un prototipo ahimè non funzionante di  Project Ara, riuscendo quindi ad ottenere anche nuove informazioni, che adesso noi vi riporteremo qui sotto.

Come già sappiamo l’idea di base è quella di mettere in vendita i vari moduli separatamente cosi da permettere un configurazione personalizzata, in modo tale da venire in possesso del nostro smartphone “ideale”. Questo a grandi linee è Project Ara. Per far sì che abbia il dovuto successo si sta pensando di realizzare un dispositivo dal prezzo contenuto e che sia accessibile perciò a qualsiasi utente, per questo si pensa alla versione base (display, WiFi e altri componenti essenziali) con un costo di circa 50 $. Questo richiede ovviamente un ecosistema di produttori hardware molto robusto, che possa mettere in condizione Project Ara di sfidare giganti come, ad esempio, Samsung.

Il capo di Project Ara ( Paul Eremenko) ha dichiarato che il loro obbiettivo è la progettazione del dispositivo  di massa più personalizzabile al mondo che l’uomo abbia mai visto. Ma a Google quando hanno un idea la vogliono vedere realizzata nel più breve lasso di tempo, ed è per questo che gli ingegneri di Project Ara hanno solo un anno di tempo per  mettere in commercio il dispositivo e perciò hanno voluto accelerare il tutto pubblicando le numerose informazioni, in modo tale da incoraggiare qualche produttore nella realizzazione dei moduli necessari per la personalizzazione.  come sappiamo già adesso molti smartphone montano il display è prodotto da una casa e la fotocamera da un’altra e cosi via per ogni componente. Ad esempio è Samsung a produrre i processori per gli iPhone. Cosi facendo aumenta la concorrenza e quindi la qualità sul mercato e l’utente avrà la possibilità di personalizzarsi il telefono.

La conferenza che si terrà in questi giorni ha come scopo principale  quello di pubblicizzare questa nuova tecnologia in modo da mettere a conoscere ai vari produttori hardware le potenzialità di Project Ara. Cosi da sperare in un loro inizio per la progettazione e produzione dei vari moduli. Per il team questo non sarà uno smartphone e  nemmeno un progetto, ma sarà piuttosto una missione il cui obiettivo è quello di realizzazione un prodotto valido e un ecosistema di hardware annesso che possa soddisfare tutte le esigenze e gusti dell’utente finale. Ed è per questo che oltre alla conferenza di Aprile se ne terranno altre a Luglio e Settembre, ovvero per cercare di smuovere i vari produttori e convergerli nel progetto.

Ma i problemi da risolvere per la commercializzazione di Project Ara sono molti, tra i quali abbiamo la comunicazione delle varie componenti (moduli) , infatti quest’ultimi per ora hanno il problema di una comunicazione piuttosto lenta a causa della loro distanza, ma fra le soluzioni proposte sembrerebbe che il team di sviluppo abbia optato per l’introduzione di un nuovo standard di comunicazione chiamato UniPro. Grazie a questo nuovo standard la maggior parte delle componenti  come storage, fotocamera e parte radio dovrebbero comunicare tra di loro con una velocità adeguata, ma in ogni caso bisogna ancora   il problema della RAM che necessita di essere installata tassativamente sullo stesso modulo del processore. Per ridurre al minimo i possibili problemi di comunicazione dei moduli, che spesso potrebbero presentare contatti sporchi e inaffidabili, verrà utilizzata un tipo di interconnessione capacitiva, che permetterà una comunicazione wireless più affidabile e più veloce, senza contare che permetterà di risparmiare anche spazio sui moduli. Grazie a questa soluzione i moduli saranno fissati in modo ottimale, grazie anche al lavoro compiuto da alcuni magneti speciali, che verranno sviluppati in modo che si possano attivare e disattivare a seconds delle esigenze. ad esempio attraverso una funzione creata ad hoc sarà possibile la rimozione in sicurezza di questi moduli altrimenti i moduli saranno ben fissati alla scocca. Comunque questa soluzione non presenta un ulteriore consumo di energia, preservando quindi l’autonomia del telefono.

Fra i tanti problemi che gli ingegneri di Project Ara si sono imbattuti ce ne sono diversi anche dal lato software infatti al momento Android è ancora in grado di sopportare un hardware modulare, ed è per questo che a Google stanno anche lavorando per una versione compatibile con Project Ara entro il Dicembre  2014, data di un possibile aggiornamento di Android. Magari la tanto attesa versione 5.0. Ma si sa anche l’occhio vuole la sua parte ed quindi il team ha anche intenzione di lavorare per la realizzazione di personalizzazioni della scocca sfruttando le stampanti 3D. La parte del design è in collaborazione con  3D Systems, così da accontentare gli utenti anche sotto il profilo del design.

Eremenko sostiene che uno smartphone modulare sarà irresistibile per l’utente, ma ovviamente dopo aver risolto i vari problemi, che includono anche durata della batteria, peso e dimensioni, che si spera vengono risolti già con il prossimo prototipo. Un altro problema da risolvere consiste nel far capire all’utente il tipo di personalizzazione che desidera, che fra moduli, design, componenti e quant’altro potrebbe andare facilmente in confusione.

Ma parlando dei dettagli logistici, sarà Google stessa a distribuire e vendere le scocche, i moduli e gli endoscheletri, appoggiandosi alla sua rete di Play Store diffusa in tutto il mondo. Ma fra le dichiarazioni più sensazionali c’è quella che l’esoscheletro di Project Ara sarà supportato per 5-6 anni e quindi finalmente non saranno più i produttori a decidere fino a quando supportare i loro prodotti, e quindi basta a prese in giro come quelle di Samsung che continuano a ritardare gli aggiornamenti. In questo modo l’utente acquisisce libertà e potere di scelta.

Inoltre The Verge specula addirittura su una possibile trasduzione di Project Ara per i Tablet, ma questo a patto che Project Ara per telefoni riscuota abbastanza successo fra gli utenti.  In ogni caso per adesso è prevista la commercializzazione del prodotto in forma beta per gli addetti ai lavori per il Gennaio del 2015.  Si ipotizza quindi un excursus come quello che fu per i Google Glass. Noi comuni mortali invece dovremmo attendere almeno un anno per mettere mano a questi telefoni modulari.

 

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